Il Verismo nella musica ...

 

La musica nel Novecento

Dalla fine dell’800 fino a tutto il 900 la musica subisce diverse evoluzioni.

Il successo del melodramma con Verdi e Rossigni viene confermato, ma i gusti del pubblico e gli stili musicali variano in poco tempo. Intanto alla fine dell’800 i musicisti dei paesi dell’est concentrarono le loro attenzioni sulle tradizioni musicali della propria terra d’origine, con ritmi, strumenti e armonie tipiche di questi luoghi, per dimostrare che anche nei paesi dell’est la tradizione musicale era importante come quella europea. Tra questi musicisti ricordiamo Mussorgsky, Ciaikovsky, Smetana, Borodin, Corsacov e Cui che hanno scritto tante sinfonie. In Italia, la corrente letteraria del Verismo di Verga genera uno stesso stile anche in musica: i musicisti preferiscono creare opere musicali in cui si mettono in risalto fatti e personaggi tratti dalla realtà quotidiana. Musicisti importanti, autori di opere veriste sono: Puccini che ha scritto Boheme, Tosca e Madama Butterfly, fra le opere principali e Ma scagni che ha musicato la celebre novella di Verga Cavalleria Rusticana. Contemporaneamente, in Francia, il Romanticismo si evolve diventando Impressionismo. I musicisti impressionisti tendono a descrivere con la musica il colore e il timbro del suono, descrivono gli stati d’animo e l’attimo fuggente di una qualsiasi emozione che l’uomo può provare. La musica tradizionale viene abbandonata e le melodie sono sempre più brevi, poiché si dà più spazio agli effetti sonori. Musicisti famosi furono i francesi Ravel e Debussy.
In America, in seguito alla colonizzazione inglese, francese, spagnola, si crea il problema della schiavitù dei neri d’Africa che venivano deportati e strappati dalla loro terra per andare a lavorare nelle piantagioni di cotone e di tabacco. Gli schiavi, lavorando duramente 16 ore al giorno a pane ed acqua, cantavano le loro melodie per alleggerire la fatica. Nascono così i Work-songs. Quando i neri schiavi cominciarono ad assorbire la religione cristiana o protestante dei bianchi, nascono i canti religiosi chiamati Spirituals. Dalla fusione della musica religiosa e dai canti di lavoro, nasce il Blues, che deriva dalla cultura nera secondo cui avere l’anima blu significa essere triste. Infatti blues è un canto in cui si parla di solitudine, di povertà, di vagabondaggi e fughe, di carcere. Quando finì la schiavitù nel 1865 gli schiavi divennero liberi, ma continuarono ad essere vittime del razzismo dei bianchi. Quindi trovavano i lavori più umili e più pesanti, come lavapiatti, sguatteri, nei locali pubblici più malfamati. In questi ambienti cominciarono ad entrare in contatto con gli strumenti musicali rotti che i bianchi abbandonavano. I Neri, senza aver mai studiato musica, senza avere alcuna conoscenza degli strumenti, come per miracolo o per un prodigio della natura cominciarono a suonare su questi strumenti i loro canti e i blues, formando così le prime bande. Naturalmente suonavano improvvisando cioè inventando musica nel momento stesso in cui suonavano. Queste bande ebbero subito grande successo per le strade e nei locali e si diffusero in tutti gli stati americani. Questo nuovo genere si chiamò Jazz che si diffuse nelle città che si affacciavano lungo le rive del fiume Mississipi ed in particolare a New Orleans e a Chicago. L’improvvisazione, quindi, è l’elemento fondamentale del Jazz. Le bande musicali dei neri d’America diventarono sempre più numerose, e sempre più richieste da tutti. Nascono tanti grandi musicisti tra cui Louis Armstrong. La musica Jazz non è mai stata scritta sul pentagramma fino al 1930 quando fu pubblicato il primo disco di Jazz. Ancora oggi i musicisti Jazz improvvisano in tutti i loro concerti. Lo stesso musicista, lo stesso gruppo che esegue in giorni diversi lo stesso brano musicale, se ci fosse lo stesso pubblico non sarebbe riconosciuto, poiché di volta in volta ci sarà sempre qualcosa di diverso. Alla base del Jazz c’è anche il Ragtime che ha un ritmo “strappato”. Successivamente il Jazz darà vita ad altri generi musicali come lo Swing, il Jazz Rock ed il Rhythm and Blues.

Sempre in America, sull’onda del successo dell’opera lirica Italiana, nasce il Musical. In Italia, dal Melodramma, nasce l’Operetta: una piccola opera, con musica più leggera, di argomento più allegro e con personaggi comici; da questa poi nasce la Commedia Musicale.

Si diffonde nei salotti borghesi, nei locali pubblici e nei luoghi di ritrovo la Romanza, che deriva dalle “Arie” delle opere che sono come dei pezzi a solo dentro l’opera, cantate da un solo cantante. Le Romanze si diffusero molto in tutti i luoghi, tanto che a Napoli furono create le prime canzoni napoletane, sullo stile delle Romanze, ma con argomenti popolari e amorosi. Queste prime canzoni napoletane costituiscono oggi un patrimonio culturale prezioso, che tutto il mondo ci invidia e conosce, poiché la canzone italiana nasce da queste. Le canzoni più famose sono: ‘O sole mio, Funiculì funiculà, Voce ‘e notte, Je te vurria vasà, Te voglio bene assale. Questa musica fu chiamata Musica leggera per distinguerla dalla musica seria dell’opera lirica o delle operette. In Italia negli anni 30-40 si diffondono le prime orchestre di musica leggera e i primi gruppi musicali tra cui il famoso Quartetto Cetra.
Nel frattempo, con la fine del Fascismo e della Seconda guerra mondiale, arriva in Italia, con lo sbarco degli Americani, il Jazz, il Rhythm and Blues ed il Rock and Roll. Grande personaggio del Rhythm and Blues è stato il cantante cieco Ray Charles. Un grande mito per il Rock and Roll dagli anni 50 in poi fu Elvis Presley, la cui fama ha attraversato l’intero pianeta e che ancora oggi ha tantissimi fans. Elvis ha venduto 150 milioni di dischi in tutto il mondo ed ancora li vende. In Italia, però ancora, domina la musica melodica, sullo stile delle Romanze. Nasce nel 1951 il Festival di Sanremo, trasmesso solo alla radio, in cui i cantanti principali erano Claudio Villa, Nilla Pizzi e Achille Togliani. Ma nel 1958, sull’onda del grande successo di Elvis, in Italia, nascono cantanti che rompono lo stile melodico che c’era prima. Infatti in quell’anno, si afferma il giovane Domenico Modugno con la canzone “Nel blu dipinto di blu (volare)”. Il successo fu enorme e fu grande anche in America, tanto che nascono in Italia anche altri cantanti di rottura, cosiddetti “urlatori”. Tra questi troviamo Adriano Cementano con “24000 baci” e Mina con “Le mille bolle blu”. Negli anni 60 si diffonde il fenomeno musicale dei Beatles, che danno vita al genere Beat, sullo stile del rock. Questo genere si diffonde in tutto il mondo e i Beatles si rivelano un gruppo che ha grande risonanza ancora oggi al pari di Elvis Presley. Nel 1968 a Woodstock, in seguito alla protesta dei giovani contro la guerra americana del Vietnam, nasce la musica Rock in un grandissimo concerto a cui parteciparono milioni di giovani. Da questo momento si moltiplicarono i cantautori di protesta come Bob Dylan e Joan Baez in America. In Italia cantautori famosi sono Fabrizio De Andrè, Giorgio Gaber, Gino Paoli., Bruno Lauzi. Per la musica rock invece nascono veri e propri astri della musica come Jimi Hendrix e Frank Zappa. Dalla musica Rock nascono il Rap e l’Hip Hop negli anni 70 la Disco music che vedono emergere cantanti come Donna Summer, Gloria Gaynor, Barry White. Negli anni 80 arriva la House music. Un’altra evoluzione del rock è l’Hard rock con Led Zeppelin, Deep Purple e Pink Floyd. Complessi rock italiano sono fra i più famosi la Premiata Forneria Marconi e i Litfiba.
Negli anni 70 tanti altri cantanti di grande valore nascono in Italia: Lucio Battisti, Lucio Dalla, Francesco De Gregari, Roberto Secchioni, Edoardo Bennato, Vasco Rossi, Claudio Baglioni, Eros Ramazzotti, Renato Zero, Jovanotti, fra quelli più famosi.